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Fondazione "Dopo di Noi" Correggio

mercoledě, 11 maggio 2016

 

Fondazione "Dopo di Noi" Correggio

 NOTIZIE DALLA “FONDAZIONE DURANTE E DOPO DI NOI DI CORREGGIO

La Fondazione “Dopo di Noi” di Correggio nasce alla fine del 2008, a seguito di un lungo percorso capace di coinvolgere una comunità di persone, associazioni, Enti pubblici che aderiscono al progetto e ne diventano Soci fondatori e benefattori.
La cordata è condotta da Anffas (Claudia Giudetti), “Sostegno & Zucchero (Luciana Redeghieri), “Traumi Cranici” (Gianfranco Panisi), vale a dire le associazioni di familiari di disabili che da sempre operano sul territorio.
La centralità dei più deboli è l’obiettivo che si prefiggono le predette associazioni, che man mano lavorano portano al tavolo dei costituenti i sei Comuni del distretto di Correggio, tante Famiglie, i consorzi della cooperazione sociale: “Quarantacinque” e “Oscar Romero” e la Fondazione Manodori, dando all’iniziativa un’impronta di “scelta di civiltà” che venne ad arricchire territori socialmente già avanzati.
Il supporto di Francesca Salami, avvocato, e Luciano Parmiggiani (responsabili dei servizi sociali distrettuali) hanno permesso di raggiungere un risultano non facile, allestendo un contenitore (Fondazione) in grado di dare esito, garanzia, solidità alle funzioni che genitori, associazioni, Enti pubblici si erano prefissi. Ma tutto ciò ormai è storia. Lasciateci però dire: una bella storia.
Il presente vede la Fondazione, che nel frattempo ha sottoscritto con l’Unione dei Comuni “Pianura Reggiana” e l’ASL distrettuale un protocollo d’intesa, operare concretamente con servizi sperimentali a favore di ragazzi e ragazze, avviati alla fruizione d’intesa con le Famiglie e previa verifica all’interno del “comitato tecnico” che presiede gli inserimenti, accerta i risultati, fa proposte mirate ad attivare ulteriori acquisizioni di autonomia da parte dei ragazzi/e che frequentano i servizi suddetti.
I progetti messi in campo, sui quali si lavora, sono due: WE (week end) e SETTIMANA. Entrambi hanno alla base il rafforzamento delle autonomie e l’amalgamarsi in gruppi che sperimentano forme di convivenza, facilitati dagli operatori della cooperativa Coress, alla quale la Fondazione ha assegnato il compito di coordinare e di seguire i progetti. Non mancano i volontari, che integrano le presenze degli educatori e operatori. Un validissimo aiuto nei trasporti viene dall’Auser di Correggio che svolge un’azione preziosa e insostituibile.
Nei progetti sono coinvolti 18 ragazzi/e, le cui Famiglie contribuiscono economicamente alla copertura dei costi.
Il grado di soddisfazione dei ragazzi/e e delle Famiglie è alto e le risposte attese non sono mancate, in quanto sono emerse aspetti della personalità di ogni fruitore che rimanevano in ombra nella vita quotidiana, in specie nella sfera della sessualità. Sono pertanto ora previsti interventi contestuali di consulenza individuale e un percorso formativo per i genitori, ragazzi e Operatori sui temi della sessualità nella disabilità.
Per offrire un contributo ampio su questi temi, che ci stanno particolarmente a cuore, e per non cadere in aspetti di sapore solo celebrativo, dobbiamo mettere a nudo le difficoltà che abbiamo per raggiungere l’obiettivo primario che è il “dopo di noi”, quale momento in cui ragazzi o ragazze saranno privi della presenza e/o sostegno familiare. Ora operiamo in un fase da “durante noi”, certamente utile per i ragazzi/e e per le Famiglie, ma la vera sfida sarà quella del “dopo”. Sfida complessa sia dal punto di vista umano che dal punto di vista economico. Umano in quanto i ragazzi e le ragazze saranno affidate alla Fondazione, che non dovrà deludere le aspettative delle famiglie, creando condizioni di soddisfazione fisica e morale, vale a dire benessere nel primo caso e essere-bene delle persone nel secondo.
Ingenera anche incertezze e apprensione la parte economica del “dopo”. I costi sono facilmente immaginabili, mentre le risorse della Fondazione, così com’è ora, non sarebbero sufficienti.
La “scelta di civiltà” è stato il veicolo che ha fatto nascere la Fondazione. Un intero territorio si è identificato nell’assegnare il ruolo centrale, nella vita comunitaria, alle persone disabili. Ci sentiamo vicino questo territorio. Le Amministrazioni Comunali e l’ASL ci stanno accompagnando. Crediamo che se sapremo svolgere al meglio il nostro compito e dimostrare di meritare stima e fiducia, le risorse arriveranno e permetteranno alla Fondazione di attivare un “dopo di noi” all’altezza delle aspettative dei fondatori e delle comunità che ci hanno finora sostenuto.
Chiudiamo con un’altra ventata di motivato ottimismo. La legge sul “dopo di noi” sta per completare il suo iter parlamentare. Una legge voluta e scritta specificamente per le persone disabili prive del sostegno familiare. Una legge innovativa che prevede di offrire sostegno alla vita in autonomia delle persone che sono prive di questo grande dono che tantissimi di noi possono fruire. La legge di stabilità del 2016 ha già appostate risorse a beneficio degli interventi che la nuova legge metterà in campo. Bene, non c’è che dire. Bene anche il contributo (50.000 €) ministeriale che di recente ci è stato assegnato ad aiuto dei servizi sperimentali che stiamo portano avanti.
Fatti e non parole, ed è ciò di cui abbiamo bisogno.

Sergio Calzari - Fondazione “Dopo di Noi” di Correggio

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